LA RABBIA DI MARCO MANTELLO PDF

Direttore generale Marco G. Manetti Amministrazione e assistenza clienti Al prezzo di aggiudicazione andrà aggiunto il 23% quale diritto d’asta compresa IVA. .. Il pallio, un mantello utilizzato come ornamento pontificale che rappresenta la l’Autore scrive del veleno della vipera, della tarantola, della rabbia canina, di. , FURNARIELLO, 9, DE PASQUALE, , GENOESE, 9, MARINA , PODERICO, 8, DE MARCO, 64 , MANTELLI, 2 , RABBIA, 1. Le fotografie della Cappella degli Scrovegni sono di Filippo Bertazzo, Marco .. Un’ancella regge un mantello foderato di vaio, mentre a sinistra un pastore, . ai sentimenti di afflizione, di sconcerto e di rabbia dei giovani pretendenti de- lusi.

Author: Muktilar Yozshugal
Country: Japan
Language: English (Spanish)
Genre: Video
Published (Last): 24 January 2005
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La pelliccia di una spettatrice quanto un anno di salario. Uno smoking quanto trecento ore di lavoro in fabbrica. Un comizio del fascista Almirante veniva boicottato e lo stesso sindaco comunista Enzo Baldassi subiva una prima contestazione. In seguito lo spirito del Sessantotto aveva sparso sostanza infiammabile nelle fabbricheancora nel teatro e nel cinemanella Chiesanella scuola superiore.

Ore 20 ecco i primi slogan, le prime invettive contro il rito borghese della riapertura del Regio, che quest’anno ha in cartellone lo Stiffelio di Verdi. Via via che smoking e pellicce sfilano davanti ai contestatori, sale la tensione. Carabinieri e polizia faticano nel tenere a bada i dimostranti.

Alle 20,30 scende da una Fiat blu un militare avvolto da un mantello. Ne nasce un tafferuglio, intervengono altri militari, si registra qualche spintone. Per nulla concordi con il sindaco sono le cronache e i commenti della Gazzetta di Parma. I sostantivi e gli aggettivi usati lo testimoniano. E la punteggiatura anche. La parola contestazione, per esempio, viene scritta fra virgolette. Non si trova traccia nelle sue pagine, al contrario, delle ragioni della protesta.

La borghesia che continuava a danzare in abito di gala mentre il mondo andava a fuoco parlava del declino di un mondo che a tutti i costi bisognava dissimulare. Continuate pure a danzare, signori.

Ma la dissimulazione, ecco il punto, viene fuori talmente esagerata da ottenere l’effetto opposto. Sessantotto, a dire tutto un periodo, almeno dieci anni. I tempi davvero stavano cambiando.

Davvero nulla si sarebbe sistemato per la borghesia in smoking. A pensarci bene, forse, al contrario tutto si sarebbe sistemato. Forse in fondo aveva ragione la Gazzetta di Parma. Una pelliccia un salario. Uno smoking trecento ore di fabbrica. Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, braccianti a 3. Avevano 47 e 25 anni. Altri quattro lavoratori agricoli finiscono in ospedale feriti gravemente.

Sulla statalealle porte di Avola, si cammina tra le carcasse di auto bruciate. Alcune centinaia di braccianti hanno fronteggiato circa novanta poliziotti nel corso di un presidio indetto per chiedere un aumento in busta paga di lire.

I lampi degli spari in mezzo al fumo dei lacrimogeni, ad un certo punto, hanno lacerato non solo due corpi ma anche, irreparabilmente, il rapporto fra lavoratori e istituzioni. Rabbja confronto era stato possibile. Dopo i primi lanci di sassi partono le cariche, i ranbia e poi di nuovo le cariche. Incidenti si registrano anche a Venezia, Trento e Parma. Al termine della manifestazione circa contestatori si radunano davanti alla Prefettura. Anche altrove nel mondo si alza la testa, a Madrid e a Barcellona ad esempio gli studenti universitari osano manifestare contro Francisco Franco.

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A volte le fotografie non si guardano soltanto.

Paolo Aranha – Publications | Paolo Aranha –

Le rrabbia, in fondo, che si pone lo storico: Dove nasceva quella loro energia? Si manfello lo scorcio tra la chiesa mantsllo Steccata e il teatro Regio. Il tutto, soffermandosi soprattutto sulla rivendicazione del diritto di assemblea, ritenuto una discriminante per la democratizzazione della scuola. Stavolta invocano, appunto, il diritto di assemblea. Vale a dire nella scuola superiore. A Parma la voce degli studenti medi si era alzata una prima volta il 30 gennaio, quando alcuni istituti superiori avevano aderito a uno sciopero indetto dagli universitari.

Lungo la via Emilia gli eventi incalzano. Al liceo Righi, nel capoluogo di regione, il 17 ottobre il preside minaccia provvedimenti in caso di turbamento delle lezioni. Il 31 una manifestazione di 5.

Parma, via Emilia est. Sono noti per la scorza dura, quelli della Salamini. Si fanno ascoltare, non aspettano gli eventi. La produzione intanto si era messa ad andare forte, forse troppo forte.

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Dai radiatori, fabbricati in un primo tempo, si era passati ai laminati, alle carrozzerie e ai mobili in metallo. Nel erano arrivati anche gli elettrodomestici, lavatrici maeco, produzioni per conto terzi ma anche gioiellini commercializzati in proprio con il marchio Luxor. Faceva rumore, scuoteva la vita dei parmigiani rbabia centro con la bici e il vassoio dei cannoncini. Era iniziata infatti la discesa verso il fallimento della fabbrica. La fine fu allora velocissima. Tre giorni di autogestione.

Il capolavoro di Giotto. La Cappella degli Scrovegni | Giuliano Pisani –

Un autunno caldo e drammatico, durato un anno intero, quello della Salamini. Intorno, il mondo conosceva intanto un Sessantotto diffuso e una repressione feroce.

La polizia ha appena concluso lo sgombero della cattedrale quando, verso sera, un assembramento di giovani viene segnalato in via Paciaudi davanti al cinema Verdi. Chi erano e cosa volevano i giovani di Parma?

Non sapevano che quello era suolo sacro? La sera precedente gli occupanti avevano parlato a lungo. Molti di essi praticavano da anni il cattolicesimo di base, figlio di quel Concilio Vaticano II rimasto in gran parte inattuato. Sempre loro avevano disobbedito al vescovo partecipando alla marcia per la pace di Danilo Dolci contro la guerra del Vietnam.

Don Pino Setti, guida e fratello maggiore del gruppo, aveva persino parlato sul palco insieme al sindaco di Parma Enzo Baldassi.

La grana di Santa Maria della Pace andava risolta.

Due settimane ancora e il piano dei giovani cattolici sarebbe scattato. Quindi elencavano gli altri motivi della protesta, che erano una sintesi dei precedenti anni di attivismo: Ma per tornare indietro ormai era tardi. Gli occupanti chiesero al celebrante di poter intervenire durante il commento del vangelo, ma la proposta fu rifiutata.

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Lo spirito dei tempi non soffiava soltanto a Parma. I cattolici del dissenso partecipavano delle istanze del Sessantotto, in America Latina si diffondeva quella che poi si sarebbe chiamata Teologia della liberazione. Un affronto, uno stimolo alla lotta. Era il 20 agosto e la notizia dei carri armati sovietici, polacchi, ungheresi, bulgari e tedesco-orientali che calpestavano il suolo di un paese fratello — colpevole di eresia socialista per aver avviato riforme democratiche – fu un trauma.

La mattina dopo le immagini dei carristi sovietici sulle torrette arroccati in mezzo a un mare di volti accusatori nelle strade di Praga scatenarono proteste in mezzo mondo. I fatti di quei giorni stimolarono un profondo dibattito aprendo a interpretazioni differenti e complesse.

I due fronti erano concordi sulla premessa della manifestazione, rabbiw incompatibili e ostili sulle sue ragioni politiche. Ci sono questi giovani che da qualche giorno vengono qui, nei palazzi popolari del quartiere Montanara, salgono su un palco di assi crude, neanche tanto alto, a torso nudo e piedi scalzi.

Provano le scene, i numeri quasi acrobatici, e la gente dei palazzi li guarda incuriosita. Diranno al riguardo di voler evocare i guerriglieri vietcong, o gli operai in sciopero mostrati spesso dalla televisione, di cui battono il ritmo rabbioso percuotendo dei bidoni di latta.

Sul palco serviva una vera azione politica, aveva affermato. Del resto, come avrebbero potuto le compagnie ignorare le istanze dei movimenti anticapitalistici? Anche a Parma in primavera gli universitari avevano avviato la contestazione. E alcuni dei leader della protesta erano membri del Cut.

In quegli stessi giorni, poi, il collettivo artistico aveva condiviso la nuova linea tracciata al termine della Settimana universitaria teatrale a Torino: I parmigiani che presentavano una riduzione di Uccellacci uccellini di Pasolini Pasolini, non certo Plauto e neppure Shakespeare! Alla fine di ogni scena viene inserito un brano di Marx o di Che Guevara. Sono ragazzi e ragazze che sin dal si riuniscono, dibattono, partecipano a messe celebrate sui prati di montagna in nome di una comune passione: O la partecipazione alla marcia contro la guerra del Vietnam nel novembre successivo, nonostante il divieto del vescovo Evasio Colli.

Sono costoro intellettuali, artisti e militanti – da Cesare Pavese a Malcom X – ai quali i parrocchiani di Santa Maria dedicano le varie uscite della rivista e che incarnano a loro parere ideali universalmente rivoluzionari.

I Protagonisti avevano sempre affermato di essere favorevoli alla pace, certo. Un prete di nome don Lorenzo Milani. Volantino degli studenti dell’istituto Rondani, autunnoin Archivio Csm, fondo Angelo Rossi, b. Frontespizio del volume “Cattedrale occupata”, I Protagonisti, Cultura editrice,